Lezioni di narrazione

Riconsiderando, in maniera generale, ogni mestiere che è "creazione", implica non solo l'acquisizione di una tecnica manuale ma anche l'apprendimento di qualche "tecnica creativa" del pensiero. Oddio, imparare a tavolino a pensare in maniera creativa? vedo già saltare per aria quelli che affermano: la creatività è spontaneità. La creatività è un dote?!!!!
Arg, vi prego...ci sono libri che hanno sfatato questi falsi miti da un bel pezzo, anche dal punto di vista scentifico, leggete Howard Gardner.
E se sento la parola "bambini" nel binomio con "creatività" mi metto ad urlare!!!
Mi sembrava anomalo, considerare lezioni tecniche solo quelle d'anatomia, prospettiva e acquerello.
Perchè tralasciare tutta la parte che riguarda la percezione visiva (peso, spazio, ritmo...) e la narrazione (metafore, unità drammatica...)?
Imparare a "guardare" in maniera analitica è un requisito necessario ad ogni mestiere artistico (e nn solo).
Dopotutto ho pensato: disegnare significa raccontare ed interpretare attraverso il segno un sentimento, un testo, un' emozione, una riflessione o un' opinione?
Nn si deve considerare come un solo atto estetico, in maniera un po' superficiale.
Così all'interno delle mie lezioni sulla progettazione editoriale, ho inserito alcuni elementi della narrazione che ho preso dalla drammaturgia cercando di trasformarli in esercizi accessibili anche per dei disegnatori.

Fantasticare?! ma come si fa? Gianni Rodari aveva già tracciato la strada con la"grammatica della fantasia". Solitamente questi giochi fantastici si fanno con i bambini, mentre in rari casi vengono fatti con gli adulti. Giocare da grandi!? Eppure creare ha sempre le stesse regole che tu sia bambino o un adulto, no? così ho estrapolato alcuni "giochi" da libro di Rodari e li ho riformulati come esercizi di disegno e creatività per gli adulti.
Non so se sto facendo bene o male, ci sto provando. Stavo insegnando con progettazione il metodo con il quale organizzare il lavoro: ricerca, idee, gabbie, studio character e ambientazioni, prove di colore ed esecutivi. Già tenere gli studenti nei binari, e nn fargli saltare le tappe organizzative è un traguardo. Ma nn bastava.
Nessuno mi ha chiesto di imbarcarmi nel tentativo di fornire gli strumenti del "pensare creativo", però era come fare di un uomo solo l'involucro: pelle, peli e capelli... dimenticandosi le budella, cuore, reni, fegato e muscoli.
Poi ad un certo punto mancava il soffio vitale. Come potrebbe stare in piedi senza sentimenti?